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Mandato in tilt dall'emergenza Covid-19, il mercato di marzo si è chiuso con 28.326 immatricolazioni (-85,42% sullo stesso mese del 2019): non accadeva dai primi anni '60 del '900. E il cumulato del primo trimestre 2020 registra un -35,2%.
Inevitabilmente, di "realtà drammatica" ha parlato Michele Crisci, presidente di Unrae, nel corso della conferenza stampa che ha aperto la giornata, ricordano come il mese appena conclusosi sia arrivato dopo un primo bimestre 2020 che già aveva evidenziato grande sofferenza, con un -7,3% nelle immatricolazioni e un -16,3% sul canale privati.
Che il momento sia drammatico per l'intero Paese, per tutti i suoi settori industriali, è naturalmente evidente per Unrae. E naturalmente l'associazione che rappresenta in Italia le Case estere si è chiesta se questo era il momento opportuno per rappresentare al Governo le enormi difficoltà del settore che nella sua interezza, non viene mai ricordato abbastanza, rappresenta il 10% del Pil italiano). La risposta è stata - ha affermato Crisci - "che oggi è doveroso farlo. Perché è fondamentale proteggere questo settore con un approccio strategico, tenendo presente che in questo momento qualsiasi attività non ha più alcuna liquidità in entrata, mentre rimangono immutati i costi, le scadenze, i pagamenti ai fornitori". Vale per le case, vale per i Concessionari, vale per l'intera filiera.
La pandemia non regala certezze. Unrae ha dunque ipotizzato scenari, ragionando intorno alla ripresa delle attività. "Lo scenario migliore prevede il blocco fino a tutto maggio, per poi avere una riapertura a giugno, con un mercato che recupera gradualmente nella seconda metà dell’anno. Se così accadrà, il mercato 2020 si chiuderà a 1,31 milioni di auto, ritornando alla crisi di 10-12 anni fa". Poi c'è lo scenario peggiore: "Chiusura fino a luglio, con una ripartenza vera a settembre e una recessione generale più lunga: questo porterebbe a un consuntivo di 1,03 milioni di auto nuove immatricolate a fine anno".

A fronte di questo, Unrae ha avanzato le proprie proposte al Governo. "I nostri obbiettivi sono chiari: la tutela della stabilità occupazionale, la  protezione dell’industria e del suo indotto, la difesa della continuità dei servizi pubblici essenziali, la riduzione dell’impatto ambientale con un occhio alla sicurezza e infine il ritorno economico per l’Erario. Le soluzioni che proponiamo sono tanto semplici quanto efficaci. In primo luogo, riteniamo necessario rimodulare la disciplina dell’Ecobonus, introducendo una terza fascia (61-95 g/km di CO2) per allargare il beneficio a una platea molto più ampia di modelli e quindi di consumatori. Continuare ad avere gl’incentivi per il 2% serve a poco. A questo si deve aggiungere un aumento degli importi per la seconda fascia di emissioni e, inevitabilmente, della disponibilità dei fondi. L’altra necessità urgente è quella di riallineare la fiscalità rispetto agli altri mercati europei nel campo delle auto aziendali: quindi aumento del tetto della deducibilità a 50 mila euro, della quota ammortizzabile al 100% e della detraibilità Iva sempre al 100%". Questi interventi, ha evidenziato Unrae, da soli sarebbero sufficienti dare un impulso alle vendite del 2020 compreso tra le 200 mila (in presenza dello scenario migliore) e 100 mila unità (in presenza dello scenario peggiore): per l'Erario significherebbe un introito ulteriore di 500 milioni/1 miliardo di euro. 

Crisci ha inoltre ricordato che la distribuzione auto in Italia impiega circa 150 mila persone e che per il 10-20% di loro il posto di lavoro è a rischio: "Vedo che tutti si occupano degl’impianti di produzione. Ma non dimentichiamoci della vendita e della distribuzione, che è un anello fondamentale della filiera. Il contagio si sta diffondendo a livello globale e potremmo trovarci nella situazione che in Italia riaprano i Concessionari ma non abbiano vetture da vendere, perché le fabbriche sono ferme. Credo sia opportuna da parte del Governo la consapevolezza che gli strumenti di sostegno finanziario sono vitali in questo momento, ma saranno altrettanto importanti azioni per spingere i consumi quando ci sarà la ripartenza".
Ognuna delle Case rappresentate da Unrae sta naturalmente prevedendo interventi in questo senso, e ciascuna secondo la propria strategia; ma l'apporto dello Stato a questo lavoro di sostegno del mercato è fondamentale. Secondo quanto dichiarato da Crisci, "per ripartire servono circa 3 miliardi di euro in 18-24 mesi".
Mercato Italia - Marzo 2020 - immatricolazioni per marca

La risorsa della storia personale, un valore inalienabile

Abbiamo coinvolto i Concessionari italiani in un sondaggio, il resoconto si trova nelle pagine interne, accompagnato da un nostro modesto suggerimento rivolto al lettore: fare oggetto di riflessione costruttiva degli spunti offerti dalle risposte che abbiamo ricevuto.
Qui facciamo, intanto, facciamo nostro quel suggerimento. La scelta non si presentava facile, molti i possibili temi intorno ai quali ragionare. Alla fine tutto si è ridotto a un dilemma, per risolvere il quale si è imposto il romanticismo. La domanda era, con riferimento all’attuale drammatica situazione: quale ritiene essere la risorsa più consistente sulla quale la sua azienda può fare affidamento? La prima risposta diceva: “Nessuna”. La seconda diceva: “55 anni di storia”. Disperazione che sa di fine corsa contro baldanza che sa di voglia di vivere, in apparenza una scelta facile. Ma poi si è fatta strada l’idea (romantica, appunto) di non scegliere, di considerare le due risposte come le due facce della stessa moneta, la risposta di pancia (le emozioni) e la risposta di cuore e di testa (il sentimento che trova fondamento nella logica) che un singolo individuo, sempre lui, può dare alla stessa domanda perfino in due momenti diversi di una stessa giornata – d’altronde, quante volte si è sentito i Concessionari maledire il mestiere salvo poi vederli riabbracciarlo con ardore (e mica solo per mero interesse) il giorno dopo? Tutte le volte, più o meno.

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