I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Nuovo anno e nuova Europa; un’Europa meno unita che perde il contributo del Regno Unito. Così, nei 27 Paesi dell’Unione, Malta esclusa, il 2020 parte male, segnando a gennaio un calo del 7,4% per un immatricolato di oltre 956mila autovetture. Nessuno dei 4 Paesi di riferimento trova nel mese il segno positivo, con la Germania a -7,3%, la Francia che perde il 13,4%, la Spagna scesa a -7,6% e l’Italia che non va oltre un -5,9%. Si tratta, come spiegano gli analisti di Acea, di un calo riconducibile ai numeri da primato dello scorso dicembre, alle condizioni di debolezza dell’economia globale, ma anche alla stessa Brexit che continua a contribuire al disorientamento dei mercati. Un andamento al ribasso distribuito nella maggior parte dei Paesi, con l’Europa dei 14 (e non più dei 15) che perde il 7,7% e quella costituita dai nuovi Membri che mostra un calo del 6,1%. Analoga sorte anche per il Regno Unito in calo del 7,4%, così come per i tre Paesi Efta che chiudono il mese a -5,6%. Per quanto riguarda i Gruppi, nonostante un calo dello 0,4%, gennaio porta a Volkswagen una quota ben oltre un quarto del mercato (26,6%) e 254mila immatricolazioni. Psa perde il 12,9%, Renault il 16,3% e Fca il 6,7%. Con il segno più solo Hyundai (+0,5%), BMW (+5,2%) e Toyota (+12,2%).
Mercato Europa - Gennaio 2020 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Gennaio 2020 - Vendite per Paese

La risorsa della storia personale, un valore inalienabile

Abbiamo coinvolto i Concessionari italiani in un sondaggio, il resoconto si trova nelle pagine interne, accompagnato da un nostro modesto suggerimento rivolto al lettore: fare oggetto di riflessione costruttiva degli spunti offerti dalle risposte che abbiamo ricevuto.
Qui facciamo, intanto, facciamo nostro quel suggerimento. La scelta non si presentava facile, molti i possibili temi intorno ai quali ragionare. Alla fine tutto si è ridotto a un dilemma, per risolvere il quale si è imposto il romanticismo. La domanda era, con riferimento all’attuale drammatica situazione: quale ritiene essere la risorsa più consistente sulla quale la sua azienda può fare affidamento? La prima risposta diceva: “Nessuna”. La seconda diceva: “55 anni di storia”. Disperazione che sa di fine corsa contro baldanza che sa di voglia di vivere, in apparenza una scelta facile. Ma poi si è fatta strada l’idea (romantica, appunto) di non scegliere, di considerare le due risposte come le due facce della stessa moneta, la risposta di pancia (le emozioni) e la risposta di cuore e di testa (il sentimento che trova fondamento nella logica) che un singolo individuo, sempre lui, può dare alla stessa domanda perfino in due momenti diversi di una stessa giornata – d’altronde, quante volte si è sentito i Concessionari maledire il mestiere salvo poi vederli riabbracciarlo con ardore (e mica solo per mero interesse) il giorno dopo? Tutte le volte, più o meno.

Leggi tutto...