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Chiusura d’anno fuori dall’ordinario per il mercato dell’auto nei 28 Paesi dell’Unione europea, Malta esclusa. A dicembre sono state registrate 1.215.076 nuove immatricolazioni, volume che definisce un nuovo record per il mese, mentre la crescita del 21,7% porta a quattro la serie positiva cominciata a settembre. Un risultato che va in parte attribuito al confronto con dicembre 2018, quando il mese registrò un calo dell’8,4%. D’altro canto, se il primo semestre dell’anno appena trascorso si era chiuso con un calo del 3,1%, principalmente a causa degli effetti del Wltp, la seconda parte del 2019 ha dato segnali di tenuta con il consuntivo del semestre a +6,5%. Una mini-ripresa che ha permesso al 2019 di chiudere a +1,1%, risultato che segna il sesto anno consecutivo di crescita con 15.803.406 nuove targhe. Tra le cause della eccezionale crescita, gli annunci di Francia (+ 27,7%) e Svezia (+ 109,3%) relativi a cambiamenti alla tassazione connessa al bonus-malus sulla CO2, ormai protagonista indiscussa dello scenario automobilistico continentale. Quanto ai Gruppi, Volkswagen a dicembre si migliora del 21,1% e chiude il 2019 a +3,1%. Psa scende in territorio negativo sia a dicembre (-2,2%), sia nell’intero anno (-1,1%). Renault fa +23,1% a dicembre e +1,1% nel 2019. Fca, pur con un ottimo dicembre a + 13,8%, non va oltre un -7,3% nell’intero 2019.
Mercato Europa - Dicembre 2019 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Dicembre 2019 - Vendite per Paese

Di coraggio, leggi e convenienza (grazie Giugiaro…)

Davvero Internet è una miniera. Cerchi notizie su Trump che ha rispolverato la minaccia di imporre dazi del 25% sulle auto importate dall’Europa, questa volta per costringere Francia, Gran Bretagna e Germania ad accusare formalmente l’Iran di aver violato l’accordo sul nucleare del 2015. Mentre cerchi, e intanto ti chiedi quale razza di karma negativo abbia accumulato l’industria dell’auto europea, del tutto casualmente ti imbatti in un tesoro, ovvero quella che qui diventa la citazione del mese. 
Eccola: “L’innovazione da sola non basta. In molti casi l’uomo deve essere aiutato a prendere decisioni coraggiose. Ci vogliono le leggi. Altrimenti, anche per ragioni di convenienza immediata, tutto rimane come prima”.
Parole da leggere, rileggere, memorizzare. Il bello ulteriore è che a pronunciarle non è stato né Abramo Lincoln, né Winston Churchill, né Steve Jobs, ma Giorgetto Giugiaro, nel 2014. Uno che, innovando, con coraggio, aiutandosi con le leggi (avvalendosene cioè per definire il perimetro dentro il quale creare), tenendosi sempre alla larga dalla convenienza immediata, ha contribuito a fare – con le sue proprie mani – la storia dell’automobile.
Parole sante. E attualissime, anche solo restando all’industria dell’auto europea. Che in alcuni casi – prendiamo l’elettrificazione – probabilmente ben volentieri, per ragioni di convenienza immediata, tutto avrebbe lasciato come prima, se non ci fossero state le leggi a imporle il cambiamento (che richiede, pur se imposto, una dose enorme di coraggio). Che in altri casi – prendiamo la drammatica situazione della mobilità in Italia – chiede a voce alta, del tutto a ragione, leggi, ovvero regole precise e uguali per tutti e in ogni angolo del Paese, per uscire dallo stallo creato dalla convenienza immediata (dei cosiddetti decisori) e in cui tutto rimane come prima, così che l’uomo possa essere aiutato a prendere decisioni coraggiose (cambiare auto, oggi, lo è) e l’innovazione possa trovare la via dell’effettiva applicazione.

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