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Novembre porta ai 28 mercati dell’Eu, Malta esclusa, il terzo risultato positivo consecutivo. Con 1.210.000 nuove immatricolazioni il mese cresce del 4,5% e riduce ulteriormente il disavanzo del cumulato, passando dal -0,72% dei 10 mesi al -0,30% del periodo gennaio-novembre. Un risultato che gli analisti di Acea, l’associazione europea dei costruttori automobilistici, attribuiscono al confronto con un novembre 2018 debole, quando il mercato segnò un calo del 7,9% sul corrispettivo mese del 2017. Va comunque tenuto presente che un novembre con oltre un milione e 200mila immatricolazioni lo si è visto raramente. In particolare dopo il biennio 2006 -2007, e dopo il 2017 è la quarta volta che si assiste a questi volumi. In questo scenario, la Germania prosegue nel suo ruolo di locomotore dei mercati continentali realizzando un + 9,7% nel mese, e portando il proprio cumulato a +3,9%. A seguire, considerando i 5 mercati top, ci sono i buoni risultati di Spagna (+2,3%), Francia (+0,65%) e Italia. Ancora un segno meno per la Gran Bretagna, scesa a -1,3% nel mese e a -2,7% nel cumulato. Quanto ai Gruppi, a novembre Volkswagen, salendo oltre quota 300mila targhe chiude con una crescita del 13,4% e porta la propria quota oltre il 25%. Psa perde il 7,2%, insieme con Fca che perde l’1,4%. Renault +4,3%, Hyundai +7,6%, Toyota +6,9%.
Mercato Europa - Novembre 2019 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Novembre 2019 - Vendite per Paese

Di coraggio, leggi e convenienza (grazie Giugiaro…)

Davvero Internet è una miniera. Cerchi notizie su Trump che ha rispolverato la minaccia di imporre dazi del 25% sulle auto importate dall’Europa, questa volta per costringere Francia, Gran Bretagna e Germania ad accusare formalmente l’Iran di aver violato l’accordo sul nucleare del 2015. Mentre cerchi, e intanto ti chiedi quale razza di karma negativo abbia accumulato l’industria dell’auto europea, del tutto casualmente ti imbatti in un tesoro, ovvero quella che qui diventa la citazione del mese. 
Eccola: “L’innovazione da sola non basta. In molti casi l’uomo deve essere aiutato a prendere decisioni coraggiose. Ci vogliono le leggi. Altrimenti, anche per ragioni di convenienza immediata, tutto rimane come prima”.
Parole da leggere, rileggere, memorizzare. Il bello ulteriore è che a pronunciarle non è stato né Abramo Lincoln, né Winston Churchill, né Steve Jobs, ma Giorgetto Giugiaro, nel 2014. Uno che, innovando, con coraggio, aiutandosi con le leggi (avvalendosene cioè per definire il perimetro dentro il quale creare), tenendosi sempre alla larga dalla convenienza immediata, ha contribuito a fare – con le sue proprie mani – la storia dell’automobile.
Parole sante. E attualissime, anche solo restando all’industria dell’auto europea. Che in alcuni casi – prendiamo l’elettrificazione – probabilmente ben volentieri, per ragioni di convenienza immediata, tutto avrebbe lasciato come prima, se non ci fossero state le leggi a imporle il cambiamento (che richiede, pur se imposto, una dose enorme di coraggio). Che in altri casi – prendiamo la drammatica situazione della mobilità in Italia – chiede a voce alta, del tutto a ragione, leggi, ovvero regole precise e uguali per tutti e in ogni angolo del Paese, per uscire dallo stallo creato dalla convenienza immediata (dei cosiddetti decisori) e in cui tutto rimane come prima, così che l’uomo possa essere aiutato a prendere decisioni coraggiose (cambiare auto, oggi, lo è) e l’innovazione possa trovare la via dell’effettiva applicazione.

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