I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

A giugno, un effetto calendario tutt’altro che propizio spiana la strada al segno meno. Nei 28 Paesi dell’Ue, Malta esclusa, il mese registra un calo del 7,8% con 1.446.183 nuove immatricolazioni. Dall’inizio del 2019 si tratta del quinto segno negativo, il primo dopo il modesto +0,04% di maggio. Tutti e 5 i Paesi di riferimento scendono al di sotto della parità, ed è l’Italia (-2,1%) a fare da leader della graduatoria di fronte alla Germania che perde il 4,71%, al Regno Unito che incassa un calo del 4,9%, alla Spagna in rosso dell’8,34% e infine alla Francia a -8,43%. Sempre a giugno si fa notare il risultato della Svezia che lascia oltre il 51% delle vendite portando il proprio cumulato a -25,57%. In questo scenario il bilancio di metà anno non può che essere sfavorevole e le 8,18 milioni di autovetture immatricolate nel semestre corrispondono a un calo del 3,1%; da scomporre nel -3,6% dei 15 e nel +1,4% dei 12 Paesi nuovi membri. Quanto alla situazione dei singoli Gruppi, nel primo semestre 2019 il Gruppo Volkswagen perde il 4,3%, con solo Seat in positivo (+6,0%); Psa perde l’1,0%, con solo Citroën in positivo (+6,9%); Renault si peggiora dello 0,9%, ma con Dacia che si migliora di oltre il 10%; Fca scende del 9,5%, con i pesanti cali di Fiat (-10,2%) e di Alfa Romeo (42,4%). Giù anche le premium di rango BMW e Daimler, unite da un calo dello 0,8%.
Mercato Europa - Giugno 2019 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Giugno 2019 - Vendite per Paese

La risorsa della storia personale, un valore inalienabile

Abbiamo coinvolto i Concessionari italiani in un sondaggio, il resoconto si trova nelle pagine interne, accompagnato da un nostro modesto suggerimento rivolto al lettore: fare oggetto di riflessione costruttiva degli spunti offerti dalle risposte che abbiamo ricevuto.
Qui facciamo, intanto, facciamo nostro quel suggerimento. La scelta non si presentava facile, molti i possibili temi intorno ai quali ragionare. Alla fine tutto si è ridotto a un dilemma, per risolvere il quale si è imposto il romanticismo. La domanda era, con riferimento all’attuale drammatica situazione: quale ritiene essere la risorsa più consistente sulla quale la sua azienda può fare affidamento? La prima risposta diceva: “Nessuna”. La seconda diceva: “55 anni di storia”. Disperazione che sa di fine corsa contro baldanza che sa di voglia di vivere, in apparenza una scelta facile. Ma poi si è fatta strada l’idea (romantica, appunto) di non scegliere, di considerare le due risposte come le due facce della stessa moneta, la risposta di pancia (le emozioni) e la risposta di cuore e di testa (il sentimento che trova fondamento nella logica) che un singolo individuo, sempre lui, può dare alla stessa domanda perfino in due momenti diversi di una stessa giornata – d’altronde, quante volte si è sentito i Concessionari maledire il mestiere salvo poi vederli riabbracciarlo con ardore (e mica solo per mero interesse) il giorno dopo? Tutte le volte, più o meno.

Leggi tutto...