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Giù anche a giugno, il mercato Italia delle auto nuove. Complice anche il giorno lavorativo in meno, i dati diffusi dal Mit dicono che le immatricolazioni sono state 171.626, -2,1% rispetto alle 175.273 dello stesso mese del 2018 (che registrò un calo del 7% sull’anno precedente). 
Il primo semestre 2019 registra quindi un -3,5%, con 1.082.197 unità contro 1.121.649 del periodo gennaio-giugno 2018. E Unrae ricorda che le immatricolazioni del 1° semestre coprono in media il 57% del volume dell’intero anno…

Continua intanto l’incremento della CO2 media ponderata, salita a 119,2 grammi nel mese (+4,9%) e a 119,8 grammi nel semestre (+5,9%). E dall’analisi per fascia di CO2 elaborata dal Centro Studi e Statistiche Unrae viene fuori che a giugno – cioè il quarto mese dall’introduzione del Bonus/Malus da parte del Governo - le immatricolazioni di auto fino a 20 g/km di CO2, sostenute dal Bonus ma già in crescita lo scorso anno, hanno segnato un incremento del 205,9%, mentre risultano in flessione le vetture da 21 a 70 g/km di CO2 (-46,1%), seppur anch’esse incentivate. Continua invece la crescita di quelle soggette al Malus, oltre i 160 g/km di CO2: +120,1% per quelle da 161 a 175 g/km, +15,2% da 176 a 200 g/km, +85,7% da 201 a 250 g/km, mentre flettono del 3,3% quelle oltre i 250 g/km.
Relativamente al consuntivo del periodo marzo-giugno, segnala ancora Unrae, a fronte di un fondo attualmente impegnato di quasi 18,4 milioni di euro sui 20 stanziati per la fase “sperimentale” degli incentivi, gli effetti sulle immatricolazioni di vetture indicano un incremento del 139,1% della fascia fino a 20 g/km di CO2, di +14,5% da 21 a 70 g/km, di +120,7% per quella da 161 a 175 g/km, di +11,8% da 176 a 200 g/km, di +87,4% da 201 a 250 g/km, per concludere con un +4,7% per la fascia oltre i 250 g/km.

La struttura del mercato di giugno evidenzia, per le alimentazioni, un calo del diesel del 22,6% - al netto del Noleggio scende a -31,5%. Nel cumulato gennaio-giugno la flessione è del 23,9% (-28% escluso il Noleggio) e la quota di mercato scende, di oltre 11 punti, al 42,7%. 
Sempre in forte crescita la benzina: +27,1% nel mese e +24,5% nel semestre (+19,3% e +19,7% a Noleggio escluso), intorno al 43% di quota sia nel mese sia nel cumulato. Per le ibride +18,3% in giugno e +30,2% nel semestre (+25,5% e +32,1% a Noleggio escluso. Le elettriche crescono di circa il 225% in giugno, raggiungendo lo 0,8% di quota, con un incremento dei volumi che sarebbe ancora più ampio se depurato dal Noleggio (+402,4%). In gennaio-giugno l’incremento è pari a +120,2% (+193,3% a Noleggio escluso).

Per quanto riguarda gli utilizzatori, a giugno prosegue la flessione dei privati (-4,7%), che nel cumulato mantengono una leggera positività, al 56,1% di quota sul totale (+2,4 p.p.). In crescita a doppia cifra il noleggio (+12,6%) grazie al forte incremento del breve termine (+35,6%), mentre è più ridotta quella del lungo termine (+5,7%), penalizzata dal forte calo delle principali società Top (-22,7%), controbilanciato dalla crescita forte delle Captive (+65,6%). In calo nel mese le società (-11,5%) e ancora di più nel cumulato gennaio-giugno (-21,6%).
Mercato Italia - Giugno 2019 - immatricolazioni per marca

Di coraggio, leggi e convenienza (grazie Giugiaro…)

Davvero Internet è una miniera. Cerchi notizie su Trump che ha rispolverato la minaccia di imporre dazi del 25% sulle auto importate dall’Europa, questa volta per costringere Francia, Gran Bretagna e Germania ad accusare formalmente l’Iran di aver violato l’accordo sul nucleare del 2015. Mentre cerchi, e intanto ti chiedi quale razza di karma negativo abbia accumulato l’industria dell’auto europea, del tutto casualmente ti imbatti in un tesoro, ovvero quella che qui diventa la citazione del mese. 
Eccola: “L’innovazione da sola non basta. In molti casi l’uomo deve essere aiutato a prendere decisioni coraggiose. Ci vogliono le leggi. Altrimenti, anche per ragioni di convenienza immediata, tutto rimane come prima”.
Parole da leggere, rileggere, memorizzare. Il bello ulteriore è che a pronunciarle non è stato né Abramo Lincoln, né Winston Churchill, né Steve Jobs, ma Giorgetto Giugiaro, nel 2014. Uno che, innovando, con coraggio, aiutandosi con le leggi (avvalendosene cioè per definire il perimetro dentro il quale creare), tenendosi sempre alla larga dalla convenienza immediata, ha contribuito a fare – con le sue proprie mani – la storia dell’automobile.
Parole sante. E attualissime, anche solo restando all’industria dell’auto europea. Che in alcuni casi – prendiamo l’elettrificazione – probabilmente ben volentieri, per ragioni di convenienza immediata, tutto avrebbe lasciato come prima, se non ci fossero state le leggi a imporle il cambiamento (che richiede, pur se imposto, una dose enorme di coraggio). Che in altri casi – prendiamo la drammatica situazione della mobilità in Italia – chiede a voce alta, del tutto a ragione, leggi, ovvero regole precise e uguali per tutti e in ogni angolo del Paese, per uscire dallo stallo creato dalla convenienza immediata (dei cosiddetti decisori) e in cui tutto rimane come prima, così che l’uomo possa essere aiutato a prendere decisioni coraggiose (cambiare auto, oggi, lo è) e l’innovazione possa trovare la via dell’effettiva applicazione.

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