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A maggio, dopo 8 mesi consecutivi di calo, l’insieme dei mercati dell’Unione Europea, Malta esclusa, torna in positivo. Con 1.400.518 immatricolazioni, il +0,1% calcolato nel confronto del targato mensile su base annua non è certo entusiasmante, ma conferma la sostanziale tendenza alla stabilità di questo ultimo periodo. Non serve a molto il buon andamento dei Paesi nuovi membri, capaci di portare a consuntivo un progresso del 6,2%, di fronte agli eterogenei comportamenti dei 5 grandi mercati. La Germania, instancabilmente prima della classe, chiude maggio a +9,1%. Segue la Francia che si migliora ancora un poco con il +1,2%. L’Italia ci prova ma, lo sappiamo, resta a -1,2%. Il Regno Unito rimane con le sue incertezze identitarie a -4,6%. Infine la Spagna che rivede lo spettro del segno meno e scende a -7,3%. Il risultato cumulato dei primi 5 mesi si migliora, passando dal -2,6% del primo terzo di anno al -2,1% attuale. Ora i Gruppi, sempre con i dati registrati nei 27 Stati Ue a maggio. In positivo Toyota a +12,1% e BMW a +8,0%. Psa a +4,1%, con la piccola esitazione di DS e Hyundai a +2,3%. Con il segno meno c’è Volkswagen a -1,9% e Renault a -4,0%. Fca a maggio perde 9.000 targhe e segna un calo dell’8,3% con tutti i marchi in negativo, salvo Lancia. Nei singoli brand ancora un mese da dimenticare per Nissan a -17,9%, -23,7% nel cumulato.
Mercato Europa - Maggio 2019 - Vendite per Paese
Mercato Europa - Maggio 2019 - Vendite per Gruppi e Marche

La risorsa della storia personale, un valore inalienabile

Abbiamo coinvolto i Concessionari italiani in un sondaggio, il resoconto si trova nelle pagine interne, accompagnato da un nostro modesto suggerimento rivolto al lettore: fare oggetto di riflessione costruttiva degli spunti offerti dalle risposte che abbiamo ricevuto.
Qui facciamo, intanto, facciamo nostro quel suggerimento. La scelta non si presentava facile, molti i possibili temi intorno ai quali ragionare. Alla fine tutto si è ridotto a un dilemma, per risolvere il quale si è imposto il romanticismo. La domanda era, con riferimento all’attuale drammatica situazione: quale ritiene essere la risorsa più consistente sulla quale la sua azienda può fare affidamento? La prima risposta diceva: “Nessuna”. La seconda diceva: “55 anni di storia”. Disperazione che sa di fine corsa contro baldanza che sa di voglia di vivere, in apparenza una scelta facile. Ma poi si è fatta strada l’idea (romantica, appunto) di non scegliere, di considerare le due risposte come le due facce della stessa moneta, la risposta di pancia (le emozioni) e la risposta di cuore e di testa (il sentimento che trova fondamento nella logica) che un singolo individuo, sempre lui, può dare alla stessa domanda perfino in due momenti diversi di una stessa giornata – d’altronde, quante volte si è sentito i Concessionari maledire il mestiere salvo poi vederli riabbracciarlo con ardore (e mica solo per mero interesse) il giorno dopo? Tutte le volte, più o meno.

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