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Partenza negativa per il 2019 del mercato Italia delle auto nuove: gennaio ha chiuso a -7,6% sullo stesso mese del 2018, in virtù delle 164.864 immatricolazioni comunicate dal Mit. Una frenata prevista, ma non per questo meno dolorosa, anche alla luce dell'introduzione dell'ecotassa - e relativo sistema bonus-malus - che entrerà in vigore a marzo, inevitabilmente destinata a colpire gli acquisti di inzio anno.
Per quanto riguarda i canali di vendita, le sole immatricolazioni a privati hanno chiuso il mese in attivo (+3,7%): consistenti, invece, le flessioni delle società (-29,7%) e del noleggio (-17,8%). Da segnalare la frenata delle autoimmatricolazioni, come informa Dataforce, in particolar modo quelle delle Case, quasi azzeratesi (-91,7%); ma il rallentamento ha riguardato anche i Dealer (-13%).
Per le motorizzazioni, il diesel si è confermato in caduta libera (-31,4%) e molto forte è stata la flessione del metano (-46,1%); la benzina ha chiuso a +27,8% (quota al 45,1%, in crescita di 12,6 punti percentuali), le ibride a +17,8%, le elettriche a +9,3% (ma in rallentamento sui mesi precedenti) e il Gpl a +8,2%.
La stima di Unrae è che l'anno dovrebbe chiudersi con una flessione dell'1,1% rispetto al 2018. "Guardando alle prospettive a medio termine, secondo l'analisi del nostro centro Studi e Statistiche, il deciso rallentamento della domanda interna peserà anche sugli acquisti di autovetture, e il mercato 2019 proseguirà su un trend di ridimensionamento - ha dichiarato Michele Crisci, presidente di Unrae - Il contesto economico in peggioramento contrasterà con lo stimolo che, negli auspici del Governo, dovrebbe venire dal bonus previsto per le vetture fino a 70 g/km di CO2. L'effetto del bonus-malus dovrebbe essere più di sostituzione che di vendite aggiuntive, data la crfescente incertezza generale e considerati gli effetti negativi, anche psicologici, su tutti i potenziali clienti di vetture a più alti consumi. Gli impatti sul mercato saranno tutti da verificare".
Molto netta anche la posizione di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto: "Fisiologicamente gennaio è un mese positivo, tranne che negli anni di crisi. E noi di crisi ne abbiamo abbastanza, avendone alle spalle una piuttosto lunga che ha lasciato sul terreno il 48% delle concessionarie. Oggi il rallentamento del nercato può essere espressione del dato generale di flessione economica del paese, ma temiamo che a breve possa essere ulteriormente aggravato da fattori specifici imputabili alle scelte politiche del Governo. 
Ancora: "La recessione non è un meteorite che precipita dallo spazio e necessita, a nostro avviso, di reazioni immediate da parte di chi ha il controllo della politica economica di un paese. Ci chiediamo quanto potrà incidere sulla crescita dell'economia italiana un settore auto che segna il passo, con pesanti conseguenze determinate dal calo della domanda e, conseguentemente, sull'assetto delle imprese della filiera commerciale ed industriale. Reagire subito significa, anzitutto, chiedere al Governo di riflettere con urgenza sul provvedimento contenuto nella legge di bilancio relativo al bonus/malus in vigore dal prossimo marzo, che oggi sembra poter ulteriormente danneggiare il mercato, ingenerare nel cliente l'errata convinzione che il motore endotermico possa avere vita breve. Crediamo che il ministro Di Maio abbia il dovere di ascoltare la voce del settore: abbiamo un mese di tempo, non di più". 
Mercato Italia - Gennaio 2019 - immatricolazioni per marca

 

Governo, non politica: questo serve all’Italia (e all’auto)

D overoso commiato, per cominciare: arrivederci e grazie (?) a Salvini. Nessuna delusione, anche se per qualche minuto è stato bello credere che l’allora vice Premier facesse sul serio, quando – sul palco di Verona, Automotive Dealer Day, maggio scorso – disse “Mi impegno a mettere tutta l’energia possibile per passare dal 40 al 100% di detrazione Iva sulle auto aziendali”. È stato bello, perché per qualche minuto si è potuto assistere a uno spettacolo assai raro: il dialogo, che implica ascolto, tra imprenditori e governanti. Nessuna delusione, però, perché alla fine nessun imprenditore è uscito da quella sala con la certezza che quella promessa sarebbe stata mantenuta. “Vedremo”, era lo stato d’animo che tutti più o meno accomunava. E infatti abbiamo visto. 
Adesso, arriva la notizia che il nuovo Governo è al lavoro sul Decreto legge detto per brevità “Clima” (“Per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”). La bozza è stata preparata, e andrà al vaglio del Consiglio dei ministri. Contiene, tra gli altri, alcuni capitoli che coinvolgono il mondo dell’auto. Per cominciare, è previsto un bonus fiscale da 2.000 euro per i cittadini che risiedono nelle città metropolitane inquinate nelle zone interessate dalle procedure di infrazione comunitaria (Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Liguria, Toscana, Molise e Sicilia) e che rottamano autovetture fino alla classe Euro4. In pratica, dunque, riguarda gli automobilisti di Torino, Milano, Venezia, Roma, Genova, Firenze, Palermo, Catania e Messina. Ma, attenzione: il bonus da 2.000 euro è un credito di imposta che può essere utilizzato, entro i successivi 5 anni alla rottamazione, per abbonamenti al trasporto pubblico locale (sarà valido anche per i parenti del rottamatore) e l’utilizzo di servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni. E non verrà riconosciuto a chi, nei 2 anni successivi alla rottamazione, dovesse acquistare nuovi veicoli ad alte emissioni.

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Nuovo Governo, nuovo giro di giostra: secondo voi, il tema della mobilità troverà finalmente spazio nell'agenda dei "decisori"?