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Anche i mercati europei hanno presentato a settembre il conto Wltp.  La nuova normativa di omologazione adottata in tutto il mondo, dopo aver scosso positivamente le vendite nel periodo estivo, nel mese di settembre ha determinato il crollo della maggior parte dei mercati continentali. Le cifre parlano di un mese che ha visto il 28 Paesi UE, Malta esclusa, chiudere con un saldo negativo del 23,4%, frutto dell’immatricolato di 1.123.000 nuove autovetture, oltre 340mila in meno su settembre 2017, con un cumulato che passa dal +6,1% degli 8 mesi al +2,5% dei 9 mesi. Una tempesta che si è abbattuta in maniera diffusa e distribuita: solo Bulgaria e Croazia hanno registrato a settembre chiusure positive. Nei mercati di riferimento la Germania ha lasciato un mostruoso 30% delle vendite, la Francia si è fermata a -12%, la Spagna ha perso il 17%. Cifre da temperature polari, cui si aggiunge il Regno Unito a -20% e l’Italia a -25% le uniche, insieme  all’Irlanda, a transitare di fronte al cumulato dei 9 mesi al di sotto della parità. Impressionanti le cifre dei Gruppi e dei singoli brand. I bollettino di settembre parla di ingenti perdite (-47,8%)  per il Gruppo Volkswagen, con Volkswagen a -52% e Audi addirittura a -59%. Gruppo Renault -26% e poi Fca che perde oltre il 31%. Psa contiene riportando solo un -8%, il Gruppo Toyota può festeggiare con il -2%.
Mercato Europa - Settembre 2018 - Vendite per Paese
Mercato Europa - Settembre 2018 - Vendite per Gruppi e Marche

La risorsa della storia personale, un valore inalienabile

Abbiamo coinvolto i Concessionari italiani in un sondaggio, il resoconto si trova nelle pagine interne, accompagnato da un nostro modesto suggerimento rivolto al lettore: fare oggetto di riflessione costruttiva degli spunti offerti dalle risposte che abbiamo ricevuto.
Qui facciamo, intanto, facciamo nostro quel suggerimento. La scelta non si presentava facile, molti i possibili temi intorno ai quali ragionare. Alla fine tutto si è ridotto a un dilemma, per risolvere il quale si è imposto il romanticismo. La domanda era, con riferimento all’attuale drammatica situazione: quale ritiene essere la risorsa più consistente sulla quale la sua azienda può fare affidamento? La prima risposta diceva: “Nessuna”. La seconda diceva: “55 anni di storia”. Disperazione che sa di fine corsa contro baldanza che sa di voglia di vivere, in apparenza una scelta facile. Ma poi si è fatta strada l’idea (romantica, appunto) di non scegliere, di considerare le due risposte come le due facce della stessa moneta, la risposta di pancia (le emozioni) e la risposta di cuore e di testa (il sentimento che trova fondamento nella logica) che un singolo individuo, sempre lui, può dare alla stessa domanda perfino in due momenti diversi di una stessa giornata – d’altronde, quante volte si è sentito i Concessionari maledire il mestiere salvo poi vederli riabbracciarlo con ardore (e mica solo per mero interesse) il giorno dopo? Tutte le volte, più o meno.

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