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Estate brillante per i 28 mercati dell’Europa Unita, Malta esclusa. Luglio vale 1,3 milioni di nuove targhe e cresce del 10,5%. Agosto passa il milione e cento di veicoli immatricolati e registra un incremento del 31,2%. Un luglio così non si vedeva dal 2007, agosto fa il record del secolo. Per trovare volumi oltre il milione ad agosto bisogna andare indietro di vent’anni e arrivare al 1998, quando però gli stati membri erano ancora 15. Il motivo di tutto questo va prevalentemente attribuito alle azioni di incentivo promosse dalle Case prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema di omologazione Wltp programmata per il 1° settembre. Naturalmente anche le cifre del cumulato dei primi 8 mesi risultano rinvigorite da un bimestre così positivo. Le immatricolazioni nel periodo ammontano a 10,8 milioni di unità con una crescita del 6,1%. Ad approfittare della favorevole circostanza è soprattutto il Gruppo Volkswagen che chiude agosto con il 39,3% di incremento e si porta, negli 8 mesi, oltre quota 2,8 milioni di veicoli. Renault, il Gruppo, ad agosto va meglio di tutti in termini di percentuale e registra la crescita del 56,4%, nel cumulato si porta in doppia cifra a +10,4%. Anche Fca si muove bene e dal -2,1% del cumulato dei sei mesi, con luglio passa al +0,2%,  per finire l’estate con il 3% netto di crescita negli 8 mesi.
Mercato Europa - Luglio e Agosto 2018 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Luglio e Agosto 2018 - Vendite per Paese

Il terzo lato del triangolo, il nostro convitato di pietra

Francesco è un insegnante e abita a Roma. Oggi ha deciso di andare al lavoro in centro senza prendere l’auto. Prende la bicicletta, perché “è il mezzo migliore per mantenere il distanziamento sociale, mi tiene in forma, è economica e, soprattutto, non inquina”.
Vediamo Francesco in bici: pedala su piste ciclabili che finiscono nel nulla, o su una scalinata, o contro un cavalcavia, o dentro il Tevere. Lo vediamo abbandonare la bici e optare per l’autobus: attende alla fermata per dieci minuti, un quarto d’ora, mezz’ora: inutilmente. Rinuncia, e opta per il car-sharing. Vediamo Francesco trafficare con lo smartphone solo per scoprire che la zona in cui si trova non è coperta dal servizio. Conclusione: “Basta, non possiamo ripartire se non cambiamo la mobilità delle nostre città”, dice Francesco, che poi indossa una maschera antigas e si avvia a piedi per le strade di Roma.
Tutto questo lo vediamo in un video, “2020 – Odissea della mobilità”, realizzato e lanciato da Greenpeace Italia in occasione della settimana della mobilità per “mostrare le difficoltà che vive quotidianamente chi cerca di muoversi all’interno della propria città”. 
Paradossale: è uno spot per l’automobile di proprietà. Affermazione cinica, ma tant’è: l’automobile forse non emoziona più come una volta, ma se ancora ha a che fare con la libertà, è proprio con la libertà di trovarla e usarla quando si vuole che ha a che fare. La nostra automobile. A Roma, certamente; e in tante altre città meno attente a sé e a chi le abita di questa Italia che viaggia a più velocità – una lenta, una molto lenta, un’altra praticamente ferma, e non soltanto perché siamo nel tempo dell’emergenza sanitaria.

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