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Aprile in crescita, a +6,5%: così dicono i dati diffusi dal Mit relativi al mercato dell'auto nuova in Italia, in virtù delle 171.379 unità immatricolate contro le 160.969 dello stesso mese del 2017. Indubbio il peso, sul risultato, di due fattori: il giorno lavorativo in più di cui aprile ha goduto quest'anno (giorno in più che questo mese vale da solo un 5%) e il fatto che aprile 2017 chiuse in calo (-4,3%) interrompendo una lunga teoria di risultati positivi.
Con il segno positivo che torna dopo febbraio e marzo negativi, il primo quadrimestre 2018 si chiude in linea con lo scorso anno: 745.945 unità contro le 744.131 del 2017 (+0,2%). Da ricordare, come sottolinea Unrae, che il primo quadrimestre vale il 38% dell'immatricolato dell'intero anno.

Sulla base di questi dati, e valutando i driver economici e settoriali dei primi 4 mesi del 2018, il Centro Studi e Statistiche Unrae prevede per l'intero 2018 un mercato Italia sostanzialmente in linea con il risultato dello scorso anno, a circa 1.980.000 immatricolazioni (+0,5%). Le vendite a privati scenderanno ancora e chiuderanno con una quota al 52,5%: parte della domanda dei privati verrà soddisfatta (o drenata?, non è la stessa cosa) da Nlt e dalle Km0. Le società chiuderanno con una quota del 22,9%, mentre il noleggio (breve termine + Nlt) dovrebbe arrivare a rappresentare il 25% circa delle vendite totali.

Tornando ad aprile e al I quadrimestre, nel mese i privati hanno registrato un incremento del 5,4%, con 92.000 unità, ma la quota ha perso mezzo punto percentuale, attestandosi al 53,4% del totale mercato. Sull'arco dei 4 mesi, invece, ennesima flessione: -7,8% in volume e rappresentatività sul totale del 52,6% (-4,6%).
Nel mese, il canale "vincente" è stato quello del noleggio: +11,8% di crescita e quota al 27%, grazie alla spinta forte del Nlt (+23,1%) e alla crescita stabile del breve termine (+1,5%). Nel cumulato gennaio-aprile, il noleggio rappresenta il 27,6% del mercato.

Quanto alle alimentazioni, anche aprile è risultato negativo per il diesel: -3,7% in volumi e quota mercato scesa (di -5,6 p.p.) al 52,8%; nel cumulato la flessione è del 2,7% e la quota si ferma al 54,8% (-1,6 p.p.). In crescita nel mese la benzina (+16,2% in volume, con +0,8% nel cumulato) e Gpl (+9,8% nel mese) ma soprattutto il metano (+107%) salito ad una quota del 2,4%. Molto bene anche ibride (+53% e quota al 4,2%) ed eletriche (+96%).

Restando sul tema alimentazioni, da segnalare che continua ad aumentare il livello delle emissioni medie ponderate di CO2: sia ad aprile sia nel quadrimestre si attestano a 112,8 g/km (+0,7% rispetto ai 112 netti dello stesso periodo 2017).
Proprio su questo tema si è espresso Michele Crisci, presidente di Unrae: "I dati di mercato sollevano anche per il nostro Paese un fenomeno già in osservazione in Germania. La variazione del profilo del mix motorizzazioni sta avendo inevitabile impatto sulla rilevazione della CO2 media di mercato. Si impone, quindi, una riflessione sulla necessità di accompagnare la transizione verso il nuovo modello di mobilità a impatto zero per le persone e l’ambiente, sfruttando meglio tutte le tecnologie disponibili oggi senza l’inutile aggressione politica e mediatica alle motorizzazioni Euro 6, che sono quanto di più avanzato disponibile oggi per bilanciare sostenibilità economica per i nuovi acquirenti e sostenibilità ambientale".

Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, ha invece sottolineato come la crescita delle immatricolazioni a privati "sia spiegata dalla risposta positiva di questo canale alle massicce promozioni messe in atto nel mese per alleggerire gli stock di auto nuove delle Reti concessionarie accumulati nel primo trimestre. Sempre significativo il concorso dei Km0, che contribuiscono al dato generale e in particolare nella spinta alla chiusura del mese”. Infatti, negli ultimi 3 giorni utili di aprile è stato immatricolato il 48% circa del totale mese, che ha anche registrato 25 mila autoimmatricolazioni da parte di Case e Dealer (il 15% circa del totale).
Ancora De Stefani Cosentino: "Siamo molto preoccupati per il protrarsi dell’impasse sulla formazione del nuovo Governo. Ci uniamo alle dichiarazioni già espresse dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sulla imprescindibile necessità di disinnescare le clausole di salvaguardia che porterebbero un aumento dell’aliquota IVA al 25%. Il nostro settore ne sarebbe colpito in modo pesantissimo: vale la pena ricordare che tale aumento, misurato sul valore medio delle vetture vendute, comporterebbe un incremento del prezzo di circa 630 euro a veicolo”.
Mercato Italia - Aprile 2018 - immatricolazioni per marca

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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Il Sondaggio

Mancano pochi giorni all'introduzione prevista dell'Ecotassa: in questo lasso di tempo, riuscirà il settore automotive italiano a far sì che venga modificata o bloccata?