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A marzo il mercato Italia delle auto nuove, secondo i dati forniti dal Mit, ha registrato 213.731 immatricolazioni e dunque un -5,8% sullo stesso mese del 2017 (allora furono 226.780). Il primo trimestre (quando in media si registra il 29% dei volumi dell'intero anno) si è quindi chiuso con 574.130 unità e un -1,6% rispetto alle 583.162 unità dello stesso periodo del 2017.

Marzo ha avuto un giorno lavorativo in meno rispetto allo scorso anno, quando se ne ebbe uno in più rispetto al 2016 (e la crescita fu del 18,5%) - e un gorno lavorativo vale all'incirca 4,5 punti percentuali. Ma questo non spiega completamente la flessione registrata. Più netta l'evidenza del peso dell'emorragia del canale dei privati. Che è in atto dal terzo trimestre dello scorso anno, ma mai aveva raggiunto i livelli di marzo: -14,8%, che porta il risultato del primo trimestre 2018 a -11,3% (con volumi di poco superiori alle 300 mila unità).
Buoni, invece, i risultati del Noleggio, che ha guadagnato il 5,1% dei volumi nel mese e il 12,1% nel trimestre. La spinta è arrivata soprattutto dal Nlt (+11,4%), con il Breve termine a -0,4% (trimestre a +9,8%).
Le società, infine: +5,9% nel mese e +12,3% nel cumulato. La spinta nel mese è stata determinata soprattutto dalle autoimmatricolazioni, che hanno registrato una crescita a doppia cifra (10,4%).

In questo quadro generale, marzo è stato caratterizzato dall'ulteriore frenata del Gruppo Fca, in cui spicca il -20,32% di Fiat: con le sole Jeep (+76,74%) e Alfa Romeo (+17.04%) in segno positivo, il Gruppo ha chiuso a -12,94% e ha visto la propria quota scendere sotto il 28%. Nel trimestre, i volumi Fca sono scesi dell'8,24%.

“Il mercato rallenta e con esso la capacità dei costruttori di contribuire al rinnovo del parco circolante, nonostante le poderose campagne promozionali che di fatto si sono sostituite agli interventi dello Stato in un processo ormai urgente", il commento di Michele Crisci, presidente Unrae. "Pertanto il compito da affidare con urgenza al nuovo Esecutivo è quello di ascoltare le voci della filiera per trovare, insieme, le soluzioni possibili, in ottica di neutralità tecnologica, e riprendere un percorso virtuoso che - attraverso lo smaltimento del parco anziano - consenta di immettere vetture tecnologicamente avanzate nel mercato ed accelerare il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Europa”.
Mercato Italia - Marzo 2018 - immatricolazioni per marca

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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