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Febbraio -1,4%: questo dice il mercato Italia delle auto nuove, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le immatricolazioni del mese appwna concluso sono state infatti 181.734, contro le 184.350 dello stesso mese del 2017. Di conseguenza il cumulato del I bimestre del 2018 è di 359.907 immatricolazioni, con un incremento dell'1% rispetto alle 356.384 registrate nel periodo gennaio-febbraio 2017.

Segno negativo a parte, cos'altro si può leggere nel risultato di febbraio? Poco di nuovo, in realtà. La continuità di alcuni trend tutt'altro che positivi, intanto. Come l'iperattività degli ultimi 3 giorni, quando di fatto è stato immatricolato il 46% circa del totale mercato. O come l'inesorabile flessione del canale dei privati, arrivata nel mese alla doppia cifra (-13%), con una perdita di circa 7 punti percentuali di quota, visto che a febbraio i privati hanno coperto soltanto la metà delle vendite complessive (il 50,5%). Un risultato che, secondo Michele Crisci, presidente di Unrae, "conferma il bisogno di diverse reti di vendita di far ruotare più velocemente le giacenze di vetture già autoimmatricolate che vengono prevalentemente vendute ai privati, drenando così parte della vendita di auto nuove. Inoltre, si assiste a un graduale passaggio dalla proprietà al possesso, attraverso nuove formule di noleggio a lungo termine a privati”.
A conferma delle parole di Crisci, un’analisi condotta dal Centro Studi Unrae su dati consolidati dei primi 6 mesi 2017 (e relativi a 185.000 autoimmatricolazioni) dimostra che queste Km0 sono state acquistate per il 40,7% da clienti privati mentre un 28% è andato a Dealer e rivenditori, che a loro volta alimenteranno il canale privati.

Il problema degli stock e di una rotazione sempre più lenta ha sottolineato anche Mario Beretta, presidente di Federauto: "La contrazione a doppia cifra delle vendite a privati può essere motivata dalla persistente necessità per i Concessionari di ridurre gli stock di Km0, che continuano ad alimentarsi di mese in mese, sotto la pressione generalizzata degli obiettivi assegnati dalle Case, oltre che dalla scelta di molte famiglie di rinviare la decisione di un acquisto importante, come già avvenuto in altri periodi pre-elettorali".

A trarre vantaggio dalla "fuga dei privati" è stato a febbraio soprattutto il canale del noleggio, che ha guadagnato 5 punti di rappresentatività, attestandosi al 29,6% grazie a un aumento del 18,9%, con 54.216 immatricolazioni. Bene è andato il breve termine (+15,1%), meglio il lungo termine (+22,7%). Aumento di volumi anche per le società (+7,8%), che hanno rappresentato a febbraio il 19,9% delle vendite, sempre grazie all’andamento delle autoimmatricolazioni.

Per quanto riguarda le alimentazioni, l’analisi della struttura del mercato evidenzia l’incremento delle vetture ibride (+20% e quota al 3,5%). In particolare, eccellente la performance delle ibride plug-in, che nel mese - secondo i dati Unrae - hanno incrementato i volumi del 65,5%. Bene anche le elettriche che, spinte soprattutto dal canale noleggio, hanno raddoppiato i propri volumi.
A questo, ha corrisposto la flessione del diesel (-0,9%), della benzina (-5,4%) e del Gpl (-10,1%). In crescita, invece, il metano che, grazie alle promozioni commerciali e ad alcuni nuovi modelli, tornato al 2,3% di quota.

In conclusione, commenta ancora Michele Crisci, "la mobilità è in evoluzione. Il nuovo corso è già tracciato dalla necessità di rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (COP 21), nonché il Regolamento europeo che fissa a 95 g/km di CO2 il limite delle emissioni entro il 2020. Unrae insiste sulla necessità di un raccordo con questi obiettivi seguendo le stesse raccomandazioni della Commissione Europea che sta lavorando sugli standard, basandosi sul principio della neutralità tecnologica. Pertanto raccomanda alle forze politiche che vinceranno la tornata elettorale di considerare seriamente il tema della mobilità sostenibile nei loro piani di governo, tenendo conto anche del tessuto economico, produttivo e distributivo italiano. Non ci aspettiamo una scossa, piuttosto un processo. Si tratta di accompagnare la transizione, cioè cominciare a far collaborare il trasporto pubblico con quello privato, pianificare incentivi per le infrastrutture e un sostegno necessario, magari fiscale, per la vita quotidiana di automobilisti che oggi hanno una sensibilità ambientale, ma anche un budget da rispettare, per stimolare il rinnovo del parco anziano, un passaggio obbligato prima ancora dei blocchi alla circolazione”.

Mercato Italia - Febbraio 2018 - immatricolazioni per marca

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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