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Crescita, sia pur tenue, considerando il giorno lavorativo in più. Con le 177.822 immatricolazioni comunicate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, il mercato Italia delle auto nuove ha chiuso il mese di gennaio a +3,4% rispetto allo stesso mese del 2017 (allora furono 172.034, con una crescita a doppia cifra, +10%, sull'anno precedente). 

Si è ripartiti più o meno da dove ci si era fermati: forti promozioni da parte di Case e Reti a sostenere il mese, immatricolazioni degli ultimi 3 giorni che hanno sfiorato il 43% del totale (boom nell'ultimo giorno utile), canale dei privati in deciso calo (volumi a -6,3% secondo Unrae, a -6,6% secondo Federauto), con quota che perde il 6% rispetto a gennaio 2017 e si ferma al 57% del totale. 
La struttura del mercato dice anche che le vendite a società sono salite al 20,2% di quota, spinte - comunica Unrae -da un aumento del 28% delle autoimmatricolazioni e del 18% delle società vere e proprie.
Crescita a doppia cifra anche per il noleggio, al +15,5% (+2,4% di quota), grazie - in particolare - al contributo del breve termine, che ha segnato un +26,2% a fronte del +9,3% del lungo termine.

Sul fronte delle motorizzazioni, +3,8% in volumi e quota al 55,2% per il diesel (ma -12% tra i privati). La benzina perde oltre 1 punto di quota (al 32,6%), stabili Gpl e metano, ancora in serie molto positiva le vetture ibride, cresciute dei oltre il 50% per una quota mercato del 4%. Molto bene nel canale dei privati le eletriche: 30% di quota, a fronte di un aumento delle vendite del 38,3%.

Michele Crisci, presidente Unrae, ha parlarto di discreta partenza, anche se "sarà comunque interessante valutare come si comporterà la domanda nel 2018, a fronte della mancanza del Superammortamento nel canale delle società e come si gestirà il bisogno di smaltimento degli stock di Km0”.
Commentando i risultati di gennaio, Crisci è anche tornato su un tema (giustamente) caro a Unrae, ovvero l'anzianità del parco circolante: "I recenti temi legati allo sforamento delle soglie di inquinamento nelle principali città italiane ripropongono, come ampiamente previsto, i problemi connessi alla dimensione del parco circolante, in particolare quello ante Euro 3, immatricolato oltre 17 anni fa, che conta quasi 10 milioni di autovetture e veicoli commerciali leggeri. Appare singolare che, nonostante il perdurare di iniziative scoordinate da parte delle amministrazioni locali, già più volte sottolineate dalla nostra Associazione, nessun partito abbia inserito il tema dello svecchiamento del parco all’interno del proprio programma politico”.

Nell'occasione, Unrae ha anche diffuso una serie di dati previsionali sull'intero 2018. Il potenziale di crescita - si stima - sarà contenuto dall’esigenza di smaltimento dell’ingente stock di Km0, che assorbirà parte della domanda del canale privati, e dalla mancanza del Superammortamento , che influirà sul delle vendite a società. Importante: nella parte finale del 2017 lo stock di autoimmatricolazioni ammontava a circa 180.000 unità (quasi due mesi di vendite ai privati, quindi).
Per queste ragioni, secondo Unrae, il 2018 finirà per registrare solo un lieve miglioramento rispetto al 2017: le stime parlano di circa 1.995.000 immatricolazioni di auto nuove, 25.000 in più sul 2017, e quindi una crescita dell'1,3%.
Ancora: Unrae prevede un canale dei privati stabile sul livello di minimo storico, intorno al 56,5%, per effetto dell'aumentata offerta di Km0 e dello sviluppo di nuove formule commerciali come il Nlt a privati, che si sta diffondendo su tutto il territorio nazionale.
Quanto alle vendite a società, si prevede una riduzione della rappresentatività al 20%, a vantaggio del noleggio che continuerà a crescere e si posizionerà intorno al 23,5%.
Mercato Italia - Gennaio 2018 - immatricolazioni per marca

 

La risorsa della storia personale, un valore inalienabile

Abbiamo coinvolto i Concessionari italiani in un sondaggio, il resoconto si trova nelle pagine interne, accompagnato da un nostro modesto suggerimento rivolto al lettore: fare oggetto di riflessione costruttiva degli spunti offerti dalle risposte che abbiamo ricevuto.
Qui facciamo, intanto, facciamo nostro quel suggerimento. La scelta non si presentava facile, molti i possibili temi intorno ai quali ragionare. Alla fine tutto si è ridotto a un dilemma, per risolvere il quale si è imposto il romanticismo. La domanda era, con riferimento all’attuale drammatica situazione: quale ritiene essere la risorsa più consistente sulla quale la sua azienda può fare affidamento? La prima risposta diceva: “Nessuna”. La seconda diceva: “55 anni di storia”. Disperazione che sa di fine corsa contro baldanza che sa di voglia di vivere, in apparenza una scelta facile. Ma poi si è fatta strada l’idea (romantica, appunto) di non scegliere, di considerare le due risposte come le due facce della stessa moneta, la risposta di pancia (le emozioni) e la risposta di cuore e di testa (il sentimento che trova fondamento nella logica) che un singolo individuo, sempre lui, può dare alla stessa domanda perfino in due momenti diversi di una stessa giornata – d’altronde, quante volte si è sentito i Concessionari maledire il mestiere salvo poi vederli riabbracciarlo con ardore (e mica solo per mero interesse) il giorno dopo? Tutte le volte, più o meno.

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