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Dopo quattro mesi in positivo, a settembre l’Europa dell’auto torna a totalizzare cifre di segno negativo. Nei 28 Paesi dell’Unione, Malta esclusa, in settembre sono state immatricolate 1.427.105 nuove automobili, l’1,97% in meno sullo stesso mese dell’anno scorso, quando il totale delle vendite raggiunse 1.455.770 unità, quando cioè l’Europa mise in archivio il miglior settembre di sempre. Un confronto dunque dagli esiti quasi scontati, al quale però vanno collegate le deludenti prestazioni del Regno Unito che realizza un pessimo -9,27%, e il misero -3,34% della Germania. Da tenere presente anche il giorno lavorativo in meno che il settembre di quest'anno ha avuto rispetto a quello del 2016. Comunque a tenere, ancora una volta, l’Italia (8,13%) e la Spagna che fa il +4,65%. Con la Francia, per concludere la situazione dei Big Five, che rimane sostanzialmente stabile facendo +1,08%. Nel corso dei primi 9 mesi di quest’anno sono state targate nei Paesi dell’Europa Unita 11.660.000 auto con un incremento sull’analogo periodo del 2016 del 3,7%. Risultato che condensa il buon andamento dei 5 maggiori mercati a eccezione del Regno Unito, con il sostegno, divenuto ormai costante, dei Paesi nuovi membri. La negativa situazione della Germania trova riflesso nel comportamento del Gruppo Volkswagen di settembre. La Casa di Wolfsburg chiude il mese a -1,12%. Di analoghe dimensioni percentuali il regresso del Gruppo Fca (-0,98%).
Mercato Europa - Settembre 2017- Vendite per Paese
Europa - Settembre 2017 - vendite per gruppi e marche

Aperte o chiuse le porte girevoli dell'auto

Edoardo ha 25 anni. Delle automobili non gli importa granché. Sono mezzi di trasporto di cui, ogni tanto, ha bisogno per spostarsi nella città in cui vive, che è Roma. Naturalmente è in grado di distinguere un modello dall’altro, un Marchio dall’altro. Ma più in là non va: che la Mini faccia capo alla Bmw, o che tre marchi francesi siano riuniti sotto la sigla Psa, sono informazioni che non ha, e se pure le avesse non saprebbe davvero che cosa farsene.
Quando ha bisogno di spostarsi nella sua città, Edoardo fa ricorso al car-sharing. Abita in una zona abbastanza centrale, di auto su cui salire e guidare e poi lasciare dove vuole ne trova una a ogni angolo della strada. Per questo ha scaricato sullo smartphone quelle 3-4 app dei fornitori del servizio più in voga a Roma. Poi, è successo che uno dei suoi amici gli ha chiesto perché mai continuasse a complicarsi la vita, sprecando tempo a far scorrere avanti e indietro le schermate dello smartphone per trovare le icone di quelle app, quando poteva ottenere lo stesso risultato scaricando una sola app-porta d’ingresso a tutte le auto in car-sharing di tutti i fornitori presenti in città. Edoardo si è prontamente attivato. Ha eliminato dallo smartphone le 3-4 app di troppo e ha installato quella di Free2Move. E si è registrato. In quel momento, è diventato un contatto, o cliente, o utente, o membro della comunità – lo si può dire come si vuole, la sostanza non cambia - del Gruppo Psa. Di cui Edoardo non sa alcunché, mentre la comunità Psa ha invece registrato il suo nome, sia pure per via indiretta, ed è ormai prossima a conoscere tutto delle sue abitudini di utente della mobilità individuale.

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