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Bimestre estivo in crescita quello dei mercati continentali a marchio EU, Malta esclusa. Luglio è debole, ma si chiude con un incremento del 2,7%, dove si fa notare soprattutto il segno meno del Regno Unito che cede un 9% da 17.000 targhe. Nello stesso tempo, però, la Francia totalizza 147.000 nuove immatricolazioni che le valgono un progresso da oltre 10 punti. Agosto, invece, risulta più tonico e chiude la calda estate facendo registrare un +5,6%. Nel mese, mentre il Regno Unito stacca un altro risultato negativo da 6,4 punti, Italia e Spagna crescono a due cifre e la Germania ritrova quel poco di smalto che la fa chiudere a +3,5%. Il cumulato degli 8 mesi va dunque in archivio con una crescita del 4,5% e un immatricolato da oltre 10 milioni di unità. Nel periodo solo Finlandia, Gran Bretagna e Irlanda sono i Paesi che scendono in territorio negativo. Molto positivi, d’altro canto, i numeri prodotti dai Paesi nuovi membri. Tra questi la Polonia e l’Ungheria, solo per citare i più virtuosi, negli 8 mesi vedono i rispettivi mercati con crescite del 17,8% e del 19,3%. Quanto a Gruppi e Marche, questo mese va segnalato – per ciò che attiene ai dati di mercato – l’ingresso di Opel nel Gruppo Psa. La modifica consente a Psa di posizionarsi al secondo posto della graduatoria europea, alle spalle di Volkswagen e davanti al Gruppo Renault.
Mercato Europa - Luglio e Agosto 2017 - vendite per gruppi e marche
Mercato Europa - Luglio e Agosto 2017- Vendite per Paese

 

Pragmatismo contro ideologia, sfida vitale per l’auto

Come guardare al materializzarsi parziale del Governo a Verona, durante Automotive Dealer Day, se non con sentimenti contrastanti? L’impegno assunto da Salvini – non solo circa la detrazione al 100% dell’Iva sulle auto aziendali – contiene in sé pragmatismo e una promessa generale di attenzione per il settore che hanno scaldato il cuore della platea. Al tempo stesso, in sottofondo ma abbastanza forte da farsi sentire, striscia il timore che al pragmatismo enunciato dalle parole possa seguire il nulla – volendo così escludere, intanto per il rispetto dovuto a chi lì lo ha portato per mano, che il vice Premier sia venuto a Verona per fare mera campagna elettorale. 

In Italia abbiamo un Governo bicefalo. Potrebbe non essere un male: due teste possono ragionare meglio di una soltanto. Il punto, però, è che i rapporti con chi ci governa ci sono stati rappresentati nel modo seguente. Si parla con l’esponente di una delle due anime (teste) dell’entità che guida il Paese. Gli si spiega la situazione e come siano necessari gli interventi A, B, C. La risposta è: “Hai ragione su tutto, noi vorremmo fare quello che chiedi, ma il problema è che gli altri…”.  Allora si va a cercare l’esponente degli “altri”. Gli si spiega la situazione e come siano necessari gli interventi A, B, C. La risposta è: “Non posso che darti ragione, bisognerebbe fare come dici, ma il problema è che gli altri…”. E così via, ad libitum – con i tecnici, quelli che conoscono la realtà e sanno come i problemi vadano affrontati, bloccati nel mezzo della contesa, terrorizzati. 

Suona per quello che è: una presa in giro. Ed è una pratica, a quanto pare, alla quale si attengono entrambe le teste del Governo bicefalo. Su questo banco di sabbia, per restare a Salvini e all’auto, sembra sia andata ad arenarsi la faccenda delle accise sulla benzina: “Ne taglieremo 7 appena saremo al Governo”, aveva detto il leader leghista il 1° marzo 2018, prima delle elezioni politiche; tutte e 7 le accise sono ancora lì.

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Il Sondaggio

L'ultima previsione Unrae per l'intero 2019 parla di un mercato del nuovo da 1.850.000 immatricolazioni. A vostro avviso è una previsione corretta?