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Luglio rallenta la corsa del mercato dell'auto. Le immatricolazioni sono state 145.363 - secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - con un incremento del 5,9% rispetto allo stesso mese del 2016 (allora furono 137.226): evidente la riduzione del tasso di crescita rispetto al cumulato dei primi 7 mesi del 2017, che hanno registrato un +8,6% (1.282.353 immatricolazioni) sullo stesso periodo del 2016 (1.180.615).

Il rallentamento, secondo Michele Crisci, presidente Unrae, è conseguenza dello "sforzo immatricolativo dei mesi scorsi, denunciato dal calo delle vendite nel canale privati. Questo calo potrebbe trovare due giustificazioni: una per l’uscita delle Km0 dai Concessionari al Cliente finale, l’altra nel maggiore utilizzo del canale noleggio a privati".

In effetti, secondo i dati Unrae, le uscite dal canale delle auto-immatricolazioni vanno per il 55% a privati, per il 40% ad altri operatori per essere a loro volta rivendute, mentre il restante 5% va a società o in esportazioni. In particolare, le vendite a privati sono costituite da vetture che per oltre il 60% dei casi hanno meno di 3 mesi di anzianità, per il 20% hanno un’anzianità tra i 3 e i 6 mesi e per il restante 20% hanno più di 6 mesi. Ancora: i dati di immatricolato per canale e area geografica evidenziano che le vendite a privati si riducono in particolare nell’Italia meridionale (-6,8%) a fronte dell’incremento , sopra la media mercato, nell’Italia nord-orientale (+9,2%), dove hanno sede le società di noleggio.

Dall’analisi della struttura del mercato, si nota come al calo dei privati (-1,8%) sia andata corrispondendo a luglio la crescita delle immatricolazioni a società (+25,7%) e del noleggio (+8,7%, con la spinta forte del breve termine). Le società hanno aumentato la propria quota di 4 punti percentuali, arrivando a ricoprire un quarto delle immatricolazioni del mercato, mentre il canale dei privati è calato al 58,5% di rappresentatività. Risultato che si ripete peraltro anche nel cumulato dei primi 7, con i privati che perdono 5,5 punti percentuali e si attestano al 56,1%.

Alla luce del risultato di luglio, le previsioni Unrae per l'intero 2017 si attestano a quota 1.950.000 immatricolazioni, con un +6,8% rispetto al 2016 (circa 125.000 unità in più). Una crescita, sia pur più contenuta e che "assorbe le anomalie del 2017", che Unrae vede proseguire anche nel 2018, che secondo le stime si chiuderà a quota 1.960.000 unità, con un +0,5% rispetto al 2017.

A settembre, dopo la pausa estiva, è intanto rivolta l'attenzione del settore: "Dovremo affrontare il tema della mobilità in rapporto alle materie ambientali e al rischio sanzioni da parte dell’Unione Europea - ricorda Crisci - A livello istituzionale si imporranno quindi delle scelte per accelerare la sostituzione del parco anziano: l’auspicio è che siano recepite le nostre proposte per rendere strutturale il Superammortamento e rifinanziare la Legge Sabatini, quindi, in un’ottica di neutralità tecnologica individuare interventi specifici e strutturalmente duraturi nel tempo quali la possibilità, per esempio, di dedurre parte dei costi di acquisto dei veicoli a basse emissioni senza escludere da queste gli Euro 6".
Mercato Italia - Luglio 2017 - immatricolazioni per marca

Di coraggio, leggi e convenienza (grazie Giugiaro…)

Davvero Internet è una miniera. Cerchi notizie su Trump che ha rispolverato la minaccia di imporre dazi del 25% sulle auto importate dall’Europa, questa volta per costringere Francia, Gran Bretagna e Germania ad accusare formalmente l’Iran di aver violato l’accordo sul nucleare del 2015. Mentre cerchi, e intanto ti chiedi quale razza di karma negativo abbia accumulato l’industria dell’auto europea, del tutto casualmente ti imbatti in un tesoro, ovvero quella che qui diventa la citazione del mese. 
Eccola: “L’innovazione da sola non basta. In molti casi l’uomo deve essere aiutato a prendere decisioni coraggiose. Ci vogliono le leggi. Altrimenti, anche per ragioni di convenienza immediata, tutto rimane come prima”.
Parole da leggere, rileggere, memorizzare. Il bello ulteriore è che a pronunciarle non è stato né Abramo Lincoln, né Winston Churchill, né Steve Jobs, ma Giorgetto Giugiaro, nel 2014. Uno che, innovando, con coraggio, aiutandosi con le leggi (avvalendosene cioè per definire il perimetro dentro il quale creare), tenendosi sempre alla larga dalla convenienza immediata, ha contribuito a fare – con le sue proprie mani – la storia dell’automobile.
Parole sante. E attualissime, anche solo restando all’industria dell’auto europea. Che in alcuni casi – prendiamo l’elettrificazione – probabilmente ben volentieri, per ragioni di convenienza immediata, tutto avrebbe lasciato come prima, se non ci fossero state le leggi a imporle il cambiamento (che richiede, pur se imposto, una dose enorme di coraggio). Che in altri casi – prendiamo la drammatica situazione della mobilità in Italia – chiede a voce alta, del tutto a ragione, leggi, ovvero regole precise e uguali per tutti e in ogni angolo del Paese, per uscire dallo stallo creato dalla convenienza immediata (dei cosiddetti decisori) e in cui tutto rimane come prima, così che l’uomo possa essere aiutato a prendere decisioni coraggiose (cambiare auto, oggi, lo è) e l’innovazione possa trovare la via dell’effettiva applicazione.

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