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Giugno in crescita due cifre per il mercato Italia: i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dicono che l'incremento sullo stesso mese del 2016 è stato del 12,9%, in virtù delle 187.642 auto vendute rispetto alle 166.232 dello stesso periodo dello scorso anno. Il primo semestre 2017 supera perciò quota 1 milione di immatricolazioni, con 1.136.331 unità (+8,9% sul 1.043.388 del 2016).

Un andamento evidentemente positivo, nel quale è però necessario evidenziare sia che le immatricolazioni degli ultimi 3 giorni hanno costituito il 45,86% del totale mese (con le autoimmatricolazioni di Case e Dealer a quota 82,24%) sia che prosegue il trend negativo relativo alle vendite ai Privati, in calo a giugno (-3,1%) e anche nel cumulato del primo semestre 2017 (-1,5%).

A tenere su giugno, sono state le immatricolazioni del Noleggio (+43%) che, grazie alla forte spinta del breve termine (+68,4%), hanno visto crescere la propria quota di 5 punti percentuali, arrivando al 23,8%. Nel primo semestre il noleggio ha così goduto di un incremento pari al +17,1%, grazie ai risultati sia del breve (+15,5%) che del lungo termine (+18,4%). In crescita anche le società: volumi in aumento del 32,5% a giugno e del 36% nel semestre, mentre la quota ha registrato un +3,6% nel mese e un +4% nel semestre.

"Il comparto dell’auto è attivo in tutte le sue componenti - ha commentato Michele Crisci, presidente Unrae - Nonostante il moderato calo delle vendite a privati, le vendite in Concessionaria restano positive, anche se articolate in più canali di vendita; il noleggio, in particolare quello a breve termine, viaggia a gonfie vele grazie alla maggiore domanda turistica verso l’Italia; anche il lungo termine e le vendite a società sono attive grazie al superammortamento , che speriamo diventi strutturale nella prossima manovra economica.  Certo, pur potendoci aspettare nei prossimi 6 mesi un clima di fisiologica instabilità politica pre-elettorale, auspichiamo che la preparazione della Legge di Stabilità non debba causare incertezza o rinvio di decisioni di acquisto per le famiglie e per le imprese, portando ad una ripercussione negativa sulle immatricolazioni di autovetture nuove sulla fine dell’anno. Sarebbe un vero peccato anche per lo Stato, perché le entrate del primo semestre, in cui si produce il 60% del totale anno, sono state davvero toniche finora, facendo generare al settore un fatturato di 23,4 miliardi di euro e consentendo allo Stato di incassare 4,2 miliardi di euro di IVA”.

Per quanto riguarda le alimentazioni, giugno ha registrato un aumento delle vendite di diesel:  +15,8% in volumi e +1,4% in quota, arrivando al 58,8% di rappresentatività sul totale mercato con una crescita anche nel cumulato, in aumento del 9,3%, con 648.314 unità e una quota del 56,7%. Rilevanti anche le quote nei singoli canali di vendita nel primi 6 mesi del 2017: il diesel rappresenta  il 50% delle vendite nel canale privati, il 69% delle vendite nel canale noleggio e del 62% del canale società. La crescita registrata a giugno, secondo Crisci, "dovrebbe far riflettere chi vorrebbe includere nei provvedimenti restrittivi del traffico anche le motorizzazioni diesel Euro 6”.

Sempre per quanto riguarda le alimentazioni, a giugno si è avuta una crescita leggera delle motorizzazioni a benzina (+2,6%) - nel semestre siamo a +5,0%. Decisamente buona la performance delle ibride, con un +100,4% a giugno (+68,8% nel semestre), mentre è proseguito il calo del metano: -32,5% nel mese e -38,6% nel semestre, mentre il GPL ha registrato un +35,5% nel mese e un +25,3% nei 6 mesi.
Mercato Italia - Giugno 2017 - immatricolazioni per marca

Manifesto per chi vuole resistere

Nulla sarà più come prima, è il mantra che ci stiamo ripetendo davanti all’ignoto e ai relativi interrogativi – quando finirà? E come sarà quella che allora chiameremo “normalità”? – generati dalla pandemia di Coronavirus. E la storia del mondo domani o dopo potrà essere datata a.C. (avanti Coronavirus) e d.C. (dopo Coronavirus).
Non sfugge, né sfuggirà, a tale destino il mondo automotive a livello globale, ben dentro la tempesta perfetta. Sorpreso, travolto, molto preoccupato. Fabbriche chiuse, concessionarie chiuse, tutto fermo, immobile. Scenario di guerra. 
Il dramma – che è molto vicino a essere una tragedia – non è uguale per tutti. Soffrono tutti, ma qualcuno di più: per restare all’Italia, il comparto della distribuzione auto. Il colpo subìto lo ha messo in ginocchio, la terra non è mai stata tanto vicina. Nell’intervista che pubblichiamo, Adolfo De Stefani Cosentino, presidente dei Concessionari, dice tra l’altro: “Tra il 10% e il 20% delle aziende è a rischio chiusura”. Il Governo ha varato provvedimenti per le imprese ritenuti inadeguati dai Dealer, non idonei alla loro realtà: con fermezza e chiarezza gli è stato fatto notare, si aspettano risposte. Il Governo anche su questo tavolo si gioca la faccia, ma i Concessionari ci si giocano la vita. Non è lo stesso gioco. Insistere, e resistere: è ciò che la Federazione farà, e si spera che lo facciano anche le Case auto. Se davvero si è partner, alla guerra si va insieme.
Ma poi non c’è a.C. senza d.C. E il dopo, quella “normalità” per nulla somigliante alla normalità che fino a ieri abbiamo praticato, forse non è immaginabile, ma desiderabile certo lo è. Può bastare, per resistere. Per conservare o ritrovare la voglia di combattere. Esploratori dell’ignoto, forse in numero ridotto, ma sul pezzo, con rabbia e per amore (del proprio lavoro, dell’impresa che hanno ereditato o creato dal nulla): i Concessionari ci saranno.
Come tutti noi, oggi sono reclusi ma non per forza esclusi. Dal domani, quando verrà.
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