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Aprile registra 160.359 immatricolazioni di autovetture nuove, in calo del 4,6% rispetto alle 168.135 dello stesso mese del 2016 - così che il primo quadrimestre 2017 si chiude con 743.321 vendite (+’8% rispetto alle 688.497 dello stesso periodo del 2016).
Sul risultato di aprile ha pesato l'effetto calendario (due giorni lavorativi in meno, rispetto allo scorso anno, che valgono all'incirca 10 punti percentuali), ma soprattutto il confermarsi del trend negativo che riguarda il canale dei Privati: -17,1%, il dato, che si confronta con un incremento del 14% dello stesso mese 2016. La quota di mercato dei Privati è scesa al 53,9%, mentre il primo quadrimestre ha registrato una flessione dei volumi dell’1,9% attestatisi al 57,2% del totale mercato (-5,5 punti percentuali).
Una tendenza negativa che, nelle previsioni di Michele Crisci, presidente Unrae, caratterizzerà l'intero 2017: "Si registrerà un aumento della componente vendite a Società e Noleggio rispetto a quella dei Privati, grazie al contributo di Superammortamento e Legge Sabatini per l’acquisto di beni strumentali che stanno incentivando gli investimenti delle aziende”.
A conferma di questo, aprile ha portato una crescita del 24,8% delle immatricolazioni a società (e già lo scorso anno l'incremento era stato del 24,8%): la quota è del 20,5% del totale del mese, con un recupero di circa 5 punti percentuali, e del 18,1% nel primo quadrimestre, che ha visto un aumento dei volumi del 35,5%.
Rallenta, invece, la crescita del Noleggio, che segna un +6,4% in volume, determinato dalla spinta del Breve Termine  (+17,1%) a fronte di una flessione del 2% del Lungo Termine. Il totale Noleggio nel 1° quadrimestre esprime un notevole +15,7%, con una quota vicina ad 1/4 delle vendite totali del mercato.
"Grazie ad un primo trimestre già più alto delle aspettative e al miglioramento dello scenario macroeconomico atteso per i prossimi mesi, la  previsione  elaborata dal nostro Centro Studi e Statistiche indica un totale anno a 1.996.000 vetture, in crescita del 9,3% con circa 170.000 unità in più rispetto al 2016”, la previsione di Crisci.Più cauto Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto: "Ad aprile abbiamo registrato una diminuzione di affluenza presso le concessionarie e di conseguenza flettono le immatricolazioni, complice anche l’abbondante infornata di ordini del primo trimestre che ha anticipato una parte della domanda. Riteniamo che da qui a fine anno assisteremo a una decelerazione della crescita e che l'anno possa concludersi con un +8% circa rispetto al 2016, con un volume di immatricolazioni totale di circa 1.950.000 pezzi".
Secondo il Centro Studi Federauto, ad aprile l’affluenza nelle concessionarie e i contatti web hanno subito una forte riduzione che si è tradotta in una minore attività di vendita del nuovo. Inoltre, si sottolinea, nel corso del mese diversi Brand sono stati costretti a rivedere le indicazioni iniziali sugli obiettivi di vendita rivelatisi non in linea con il mercato reale, per di più condizionato dalle necessità di smaltimento dei km zero accumulati nei mesi precedenti.
Mercato Italia - Aprile 2017 - immatricolazioni per marca

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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