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Con un giorno lavorativo in più, sommando le vendite dei 28 Paesi dell’Unione Europea (Malta esclusa), marzo 2017 torna a far registrare un incremento in doppia cifra (+11,17%) e porta il cumulato del primo trimestre a una crescita dell’8,4%. In termini di volumi, le immatricolazioni mensili sono state da record assoluto con 1.891.583 unità, vale a dire 190.072 in più rispetto a marzo dell’anno scorso quando le vendite totali furono 1.701.511. I primi tre mesi superano agilmente l’asticella dei 4 milioni di targhe e se ne contano 323mila in più sull’analogo periodo del 2016.
Tutti e cinque i grandi mercati totalizzano ottimi risultati, con l’Italia ancora una volta alla testa del convoglio, seguita dalla Spagna autrice di un incremento del 12,6% e dalla Germania che si porta a +11,4%. Molto bene anche per il Regno Unito a +8,4% cui si accoda la Francia capace di totalizzare un + 7% netto. Anche nel primo quarto di anno i 5 mercati di riferimento risultano in buona forma. Il nostro Paese è l’unico dei 5 grandi a chiudere in doppia cifra, seguito dalla Spagna (+7,9%) e dalla Germania (+6,7%).
Europa - Marzo 2017 - vendite per gruppi e marche
Mercato Europa - Marzo 2017- Vendite per Paese

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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Mancano pochi giorni all'introduzione prevista dell'Ecotassa: in questo lasso di tempo, riuscirà il settore automotive italiano a far sì che venga modificata o bloccata?