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Ottobre ha aperto con un +9,75% l'ultimo trimestre del mercato Italia. Ancora una crescita, grazie alle 146.632 immatricolazioni (nel 2015 erano state 133.610), sia pure decisamente più contenuta rispetto al mese precedente. Ma se si considera il giorno lavorativo in meno rispetto a ottobre 2015, che vale circa 4,5 punti percentuali sul totale, ecco che il risultato si avvicina un poco di più all'andamento complessivo dell'anno, che ha visto una crescita continua a due cifre. Alla luce del risultato di ottobre, i primi 9 mesi del 2016 registrano un incremento del 16,7%, con 1.553.394 unità, oltre 222.000 in più dello stesso periodo del 2015, chiusosi a quota 1.330.885.
In questo quadro, spicca ancora la flessione delle vendite ai privati, che registrano una flessione del 4% con una quota che scende, di 8,5 punti percentuali, appena al di sotto del 60%. Nel cumulato gennaio-ottobre poco più di 6 vetture su 10 sono state vendute a privati (61,5% di quota) per effetto mix canali di vendita, alla luce della spinta forte garantita da società e noleggi, che beneficiano anche del Superammortamento. I noleggi in ottobre sono cresciuti del 44,6% (quota del 17,7%) grazie in particolare all’andamento del breve termine (+123,1%). Molto positivo però anche l'andamento del lungo termine (+30,4%). Nel cumulato, il noleggio è stabile rispetto allo scorso anno, con un 20,7% del totale e una crescita in volume del 17,9%. Quanto alle società, la crescita in ottobre è stata del 35% circa, con una quota salita di oltre 4 punti percentuali (22,7%).
Alla luce del risultato di ottobre, Massimo Nordio, presidente Unrae, ha confermato la previsione di una chiusura di anno a quota 1.850.000 immatricolazioni, con una crescita quindi del 17% circa sul 2015, ed ha previsto un 2017 in cui "le immatricolazioni di autovetture dovrebbero stabilizzarsi su una crescita del 5,4%, a 1.945.000 unità".
Mercato Italia - Ottobre 2016

Progetti e dignità, il settore torna a schierarsi

Si è levato un bel vento, tra Roma e Verona, dove l’automobile si è data convegno. Vento di programmi. Programma è una bella parola: promette impegno. 
Molto ce ne ha messo l’Unrae nel costruire la propria visione strategica della mobilità. Una visione indubbiamente lucida, sorretta da un ragionamento che, anche a prima vista, è di una logica disarmante. La natura non fa salti; l’industria (e i mercati) nemmeno, nonostante a volte le apparenze sembrano dire il contrario. L’evoluzione procede per gradi, insomma. L’industria dell’auto non si arrocca, non si chiude a riccio, tutt’altro. È disponibile al cambiamento, si è preparata. Sa e capisce. Questo è quello che ci è stato dimostrato a Verona. Insieme, in una sorta di prova generale, ci è stata mostrata l’ampia documentazione - creata anche con il contributo del Cnr e del Censis - che, facendo vera informazione, sostiene in modo solido e concreto l’impresa. Che non si annuncia semplice: per i rappresentanti delle Case estere il prossimo passo del progetto è far capire alle istituzioni italiane, ai decisori, la necessità di programmare anche (soprattutto) loro. Ma questo è il mare nel quale l’auto deve navigare in Italia. Lo sa, e anche a questo - a non mollare - si è preparata.

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