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35,4 miliardi di euro. Questa è la proiezione del mercato auto nuove 2016, elaborata dal Centro Studi Fleet&Mobility sulla base della stima Unrae di chiusura a 1.850.000 targhe. Già superato, quindi, il valore di 35 miliardi registrato nel 2009 con un mercato da 2.150.000 immatricolazioni. Nel 2009 il valore medio di acquisto era di poco superiore ai 16mila euro, mentre nel 2015 era salito a 19.100. La ragione sta soprattutto, ma non solo, nelle scelte degli italiani, che in questi anni si sono orientate di più verso Suv e Crossover (24% nel 2016 rispetto al 9% del 2009).

Progetti e dignità, il settore torna a schierarsi

Si è levato un bel vento, tra Roma e Verona, dove l’automobile si è data convegno. Vento di programmi. Programma è una bella parola: promette impegno. 
Molto ce ne ha messo l’Unrae nel costruire la propria visione strategica della mobilità. Una visione indubbiamente lucida, sorretta da un ragionamento che, anche a prima vista, è di una logica disarmante. La natura non fa salti; l’industria (e i mercati) nemmeno, nonostante a volte le apparenze sembrano dire il contrario. L’evoluzione procede per gradi, insomma. L’industria dell’auto non si arrocca, non si chiude a riccio, tutt’altro. È disponibile al cambiamento, si è preparata. Sa e capisce. Questo è quello che ci è stato dimostrato a Verona. Insieme, in una sorta di prova generale, ci è stata mostrata l’ampia documentazione - creata anche con il contributo del Cnr e del Censis - che, facendo vera informazione, sostiene in modo solido e concreto l’impresa. Che non si annuncia semplice: per i rappresentanti delle Case estere il prossimo passo del progetto è far capire alle istituzioni italiane, ai decisori, la necessità di programmare anche (soprattutto) loro. Ma questo è il mare nel quale l’auto deve navigare in Italia. Lo sa, e anche a questo - a non mollare - si è preparata.

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Il Sondaggio

Il mercato Italia continua ad apprezzare il diesel, in controtendenza rispetto all'Europa. Secondo voi: