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Repetita iuvant. Soprattutto quando si parla di record. Dunque è necessario sottolineare, chiusi i giochi di giugno, il comportamento di Fiat Chrysler Automobiles che, all'interno di un contesto generalmente molto positivo, è lecito definire eccellente. Con i numeri fatti segnare nell'ultimo mese, Fca fa segnare infatti incrementi superiori a quelli del mercato totale per la 18a volta consecutiva.

Stiamo parlando di circa 47.500 immatricolazioni, che hanno comportato un incremento delle vendite del 13,6% e quindi una quota del 28,7 %, in crescita di oltre 0,4 punti percentuali. Il mese è stato molto positivo per Alfa Romeo, che ha chiuso con le immatricolazioni in crescita del 34,1%, ottenendo la miglior quota degli ultimi due anni anche grazie all’ottimo debutto di Giulia. Segno positivo anche per Jeep (+20,3%) e per Fiat (+13,9%).

Di conseguenza, prosegue il dominio dei modelli FCA nella top ten, con 6 vetture presenti in classifica e il monopolio del podio con Panda, 500L e Ypsilon. Positivo anche il debutto della 124 Spider, già leader nel suo segmento con una quota del 39,9%.

 

Pragmatismo contro ideologia, sfida vitale per l’auto

Come guardare al materializzarsi parziale del Governo a Verona, durante Automotive Dealer Day, se non con sentimenti contrastanti? L’impegno assunto da Salvini – non solo circa la detrazione al 100% dell’Iva sulle auto aziendali – contiene in sé pragmatismo e una promessa generale di attenzione per il settore che hanno scaldato il cuore della platea. Al tempo stesso, in sottofondo ma abbastanza forte da farsi sentire, striscia il timore che al pragmatismo enunciato dalle parole possa seguire il nulla – volendo così escludere, intanto per il rispetto dovuto a chi lì lo ha portato per mano, che il vice Premier sia venuto a Verona per fare mera campagna elettorale. 

In Italia abbiamo un Governo bicefalo. Potrebbe non essere un male: due teste possono ragionare meglio di una soltanto. Il punto, però, è che i rapporti con chi ci governa ci sono stati rappresentati nel modo seguente. Si parla con l’esponente di una delle due anime (teste) dell’entità che guida il Paese. Gli si spiega la situazione e come siano necessari gli interventi A, B, C. La risposta è: “Hai ragione su tutto, noi vorremmo fare quello che chiedi, ma il problema è che gli altri…”.  Allora si va a cercare l’esponente degli “altri”. Gli si spiega la situazione e come siano necessari gli interventi A, B, C. La risposta è: “Non posso che darti ragione, bisognerebbe fare come dici, ma il problema è che gli altri…”. E così via, ad libitum – con i tecnici, quelli che conoscono la realtà e sanno come i problemi vadano affrontati, bloccati nel mezzo della contesa, terrorizzati. 

Suona per quello che è: una presa in giro. Ed è una pratica, a quanto pare, alla quale si attengono entrambe le teste del Governo bicefalo. Su questo banco di sabbia, per restare a Salvini e all’auto, sembra sia andata ad arenarsi la faccenda delle accise sulla benzina: “Ne taglieremo 7 appena saremo al Governo”, aveva detto il leader leghista il 1° marzo 2018, prima delle elezioni politiche; tutte e 7 le accise sono ancora lì.

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Il Sondaggio

L'ultima previsione Unrae per l'intero 2019 parla di un mercato del nuovo da 1.850.000 immatricolazioni. A vostro avviso è una previsione corretta?