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Mitsubishi nella bufera. L'azienda giapponese ha ufficialmente ammesso di aver "eseguito impropriamente test sui consumi di carburante per presentare tassi migliori di quelli effettivamente realizzati". Una manipolazione sulle prove di omologazione di emissioni anti-smog e consumi che riguarda 625.000 vetture e che ha avuto un'immediata disastrosa ricaduta sul titolo del Gruppo a Tokyo: 1,2 miliardi di capitalizzazione andati in fumo in poche ore.

Al centro dell'inganno quattro modelli di mini-car: eK Wagon ed eK Space (157.000 unità) e Dayz e Dayz Roox (468.000 unità) - questi ultimi sono stati prodotti dalla Mitsubishi e forniti alla Nissan dal giugno 2013. Tutto è nato quando la Nissan ha avanzato dubbi circa i valori espressi dai test effettuati sui due modelli di cui aveva preso in carico la commercializzazione.

"Ci scusiamo con i nostri clienti e con tutte le altre parti coinvolte - ha dichiarato Tetsuro Aikawa, numero uno di Mitsubishi Motors Company - Arresteremo la produzione dei veicoli incriminati e studieremo una forma di risarcimento per Nissan".

Ma lo scandalo potrebbe non fermarsi qui: contestualmente, infatti, Aikawa ha anche annunciato che "verrà condotta un'indagine sui veicoli prodotti per i mercati esteri".

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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Il Sondaggio

Ritenete sia realistico il piano Di Maio per portare su strada, in Italia, entro 5 anni, un milione di vetture "ricaricabili" (al costo, secondo Bloomberg, di 9 miliardi di euro)?