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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Tempo di consuntivi anche per il mercato europeo dell’automobile. Dicembre, grazie all’immatricolazione nei mercati dell’EU di 1.143.653, ha chiuso il 2016 con una crescita del 3% rispetto allo stesso mese del 2015. Un risultato che conduce il cumulato dell’intero 2016 a 14.641.356 auto targate con un incremento di 6,8 punti percentuali. Incremento che, su base annua, è il terzo consecutivo. Se poi si considerano i 490mila veicoli venduti in area Efta le vendite complessive ammontano a oltre 15 milioni di unità. Nessun dubbio sul fatto che, nell’anno appena trascorso, il nostro Paese abbia svolto un ruolo determinante con quasi un quarto di milione di automobili di progresso sul 2015, valore che corrisponde anche a un quarto della differenza unitaria continentale anno su anno. Nessun altro bene come noi, ma anche a Francia e Germania il 2016 ha dato le più gratificanti soddisfazioni commerciali con crescite, in entrambi i casi, ben oltre la doppia cifra. Scorrendo i dati dei singoli marchi, il 2016 è l’anno di Renault che ha registrato una crescita continentale da +12,8% e +125mila unità sul 2015. Anche Mercedes è andata forte (+13,9%) e 102mila auto in più. A Fiat spetta un più che lusinghiero terzo gradino del podio grazie all’incremento dell’immatricolato di oltre 13 punti e una differenza unitaria positiva da quasi 90mila nuove auto.
Europa - Dicembre 2016 - vendite per Paese
Europa - Dicembre 2016 - vendite per gruppi e marche

Dicembre a doppia cifra (+13,06%) per chiudere il 2016 con una crescita del 15,82% rispetto al 2015. I dati pubblicati dal Ministero dei Trasporti dicono che nell'ultimo mese dell'anno sono state immatricolate 124.438 automobili, che hanno portato il totale del 2016 a quota 1.824.968. Dodici mesi tutti caratterizzati da una crescita a doppia cifra, anche se l'andamento sul periodo è stato a due facce, con il primo semestre a fare da traino e una seconda metà d'anno più stanca.
Dicembre ha fatto registrare un ritorno all'acquisto da parte dei privati: la quota è stata del 63,5%, la terza più alta sull'arco dei 12 mesi dopo agosto (67,4%) e gennaio (66%). Fortri anche le vendite a società (23% di quota), in calo netto quelle a noleggio (13,5% di quota).
Venendo ai marchi, anche a dicembre il Gruppo Fca va più forte del mercato (+14,63% con una quota del 29,85%) e chiude il 2016 con 530.613 auto nuove vendute (+18,51% sul 2015) e una conseguente quota di mercato del 29,08% (+0,67% sul 2015). Ma la crescita record del mese è del Gruppo VW, con un +30,74% sul 2015 e una quota del 13,42%; nel 2016 il Gruppo VW ha registrato 238.171 immatricolazioni (+16,62%) e una quota mercato del 13,05%. Molto bene, nell'arco dei 12 mesi, anche il Gruppo Renault, con una crescita complessiva del 19,76% trainata dal "fenomeno" Renault, che da sola ha realizzato un +24,72% sul 2015 e ha venduto 118.283 auto nuove.
Mercato Italia - Dicembre 2016

Dopo il rallentamento registrato in ottobre, l’Europa Unita torna a crescere mettendo a segno un +5,8% in novembre. Sono state 1.148.618 le automobili nuove immatricolate nel mese, 62mila in più rispetto allo stesso mese del 2015 quando vennero registrate nei vari Paesi dell’unione 1.125.605 targhe. Crescita che va attribuita soprattutto ai buoni esiti dei 5 grandi mercati con la Spagna capace di un ottimo incremento a due cifre. Ovviamente il risultato cumulato dei primi 11 mesi non può che trovare giovamento dal rimbalzo delle vendite del mese. Nel periodo, sono 13,5 i milioni di automobili immatricolate con una crescita complessiva del 7,1% sull’analogo periodo dell’anno scorso. In termini unitari è l’Italia a crescere di più negli 11 mesi, segue la Germania salita oltre quota 3 milioni, poi Spagna, Francia e Regno Unito. Molto bene anche la Polonia, autrice quest’anno di un incremento da 17 punti e con volumi di tutto rispetto. Maglia nera sempre sulle spalle dei Paesi Bassi che, con un ulteriore e pesante segno meno a novembre (-20%), incassano un consuntivo di oltre 8 punti al di sotto della parità. In zona Efta si fa notare il tormentato andamento della Svizzera che consolida un -3,14% nel cumulato. Quanto ai gruppi, sempre considerando i volumi assoluti, è di Renault la miglior performance degli 11 mesi con oltre 140mila veicoli in più rispetto al 2015.
Europa - Novembre 2016 - vendite per gruppi e marche
Europa - Novembre 2016 - vendite per Paese

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese di novembre sono state immatricolate 145.835 nuove auto. 11.045 in più rispetto alle 134.790 di un anno fa, con una crescita dell’8,2%. Dal punto di vista del risultato cumulato dei primi 11 mesi, le targhe sino ad oggi registrate sono 1.699.944 e l’aumento, rispetto alle 1.459.029 dell’analogo periodo dello scorso anno, è del 16,5%.

Mercato Italia - Novembre 2016

Ottobre 2016, dati Acea (Association des Constructeurs Européens d’Automobiles). Nei 28 Paesi dell’Unione Europea, Malta esclusa, sono stati immatricolati 1.104.506 veicoli nuovi, lo 0,02% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Sostanziale parità dunque, frutto dei risultati positivi di Italia (+9,7%), Spagna (+4,0%) e di un Regno Unito (+1,4%) preso da tutte le incertezze di una Brexit che continua a dividere. Ma soprattutto, considerando la tendenza al ribasso, frutto del brutto esito della Germania che fa segnare un calo del 5,6%, seguito da quello della Francia autrice di un insoddisfacente -4,0%. Quanto al cumulato dei primi 10 mesi, i veicoli targati da inizio d’anno sono stati 12.348.502 per un rateo di crescita pari al 7,2%, con tutti e cinque i principali mercati ancora ampiamente in territorio positivo. Specie l’Italia di cui sappiamo, seguita dalla Spagna (+10,8%) e poi dalla Germania (+4,9%). E poi ancora da Francia (+4,7%) e dal Regno Unito (+2,5%). Nei singoli brand, la perdita di ottobre (-7,8%) di Volkswagen porta il cumulato del brand tedesco al di sotto della parità; non bene nemmeno i tre marchi del Gruppo Psa, in particolare DS che, sempre a ottobre, piomba addirittura a -29,3%. Da segnalare infine tra i migliori la forte spinta di Mercedes capace di segnare a ottobre un +7,0%.
Europa - Ottobre 2016 - vendite per gruppi e marche
Europa - Ottobre 2016 - vendite per Paese

Non guerra né diesel: è “qualità” la parola chiave del 2017

Se “ripresa” è stata la parola chiave del 2016 per il mondo automotive italiano, quella del 2017 non può essere che “qualità”, tornata  improvvisamente in auge già sul finire dello scorso anno: la qualità del prodotto, la qualità del rapporto con il cliente, il salto di qualità, la qualità delle scelte...  

Naturalmente, la tentazione di indicare altre parole simbolo per il 2017 - come “diesel-qualcosa”, “defeat device”, “guerra termodinamica globale” ovvero, per farla breve, “tutti contro tutti”- è forte, alla luce dei fatti di cronaca del mese di gennaio, che hanno tirato in ballo Fca, Renault, Volkswagen (di rigore l’ordine alfabetico). Soprattutto le ultime tre parole, “tutti contro tutti”, sembrerebbero in effetti assai appropriate, considerando che, a differenza di quanto accaduto intorno alla vicenda Volkswagen negli Stati Uniti tra la fine del 2015 e lo scorso anno, questa volta il velo si è squarciato, l’equilibrio del patto non scritto di farsi gli affari propri e non mettere il naso in Casa altrui è stato rotto, e sono scesi in campo, gli uni contro gli altri armati, Costruttori e Governi, enti e istituzioni, ministri e commissari. Una bagarre a cielo aperto, qualcosa di molto vicino a una resa dei conti, nella quale si rischiano di perdere di vista, per cominciare, le differenze tra l’uno e l’altro caso, e per finire - soprattutto - la verità.

Anche qui, e si torna al punto, a fare la differenza sarà la qualità. Il valore. Dei contendenti: i singoli individui e i brand che essi rappresentano. Della comunicazione: il modo in cui ciascuno di essi sceglierà di affrontare agli occhi del pubblico il proprio caso, cioè di raccontare la storia che lo riguarda. Delle scelte strategiche che verranno fatte: quale che sia la verità dell’uno o dell’altro caso, oggi a tutti i protagonisti - che siano i Costruttori, che siano i Governi - si offre l’opportunità di ragionare insieme intorno alla necessità di riscrivere alcune delle regole del gioco, se non addirittura di cambiarlo totalmente, questo gioco. Perché, comunque sia, è evidente che un problema sulle omologazioni dei motori diesel esiste, ma soprattutto perché in questo momento storico è in discussione un valore più alto del campanile: il valore del brand automobile.

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